Scritto da: martedì, 6 luglio 2010

La depressione: quando si ingrassa così

E’ inutile prenderci in giro, la fame e quindi il peso vanno molto spesso di pari passo con il nostro stato psicologico. Ecco perché chi è nervoso per qualsiasi motivo si trova spresso davanti il frigorifero o con qualche alimento in bocca.

Tale affermazione, è supportata da una serie di studi e ricerche scientifiche che hanno permesso di concludere che, considerando un campione di soggetti, è evidente come i soggetti (in particolare le donne) che soffrivano di depressione o, comunque, si trovavano a vivere un momento di ansia, assumevano in media 118 kcal in più quotidianamente, valore che raggiunge le 182 kcal nel caso di soggetti maschili.

Di fatto, tali calorie rappresentano ben 6 kg in più per i soggetti di sesso femminile e ben 9km per quelli di sesso maschile. C’è qualche modo per ovviare a questa fame compulsava? L’ideale sarebbe quello di colmare il proprio istinto famelico con un frutto o con dello yogurt, tralasciando gli snack di vario genere ai quali, oggi, si fa ricorso.

C’è invece che, consapevole di questa situazione, non fa altro che sottoporre il suo corpo a continui tira-e-molla che derivano da frequenti sbalzi d’umore, giustificando magari un temporaneo soprappeso con l’affermazione:

Sono così perchè le cose mi vanno bene, tanto alla prima batosta ritornerò magro.

Non è il caso di ribadirlo, ma lo facciamo lo stesso: nulla di più sbagliato! Il soprappeso, infatti, anche se leggero, anche se limitato nel tempo,aumenta il rischio cardiaco. Anche in questo caso, a dichiaralo sono delle ricerce scientifiche inconfutabili. Prendendo in prestito i dati derivanti da uno studio dell’Università di Boston, infatti, possiamo affermare che un punto in più nel’IMC (indice di massa corporea calcolato considerando altezza e peso), determina un +5% e un +7% nell’essere soggetti ad infarti del miocardio. I rischi sono quindi notevoli e testimonianze.

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