
Pentole, padelle, casseruole, tegami, tegamini…quali sono le differenze tra questi accessori da cucina? Quali sono le caratteristiche di ognuna? Quando bisogna sceglierne uno e quando un altro?
Se anche voi non avete le idee chiare a riguardo continuate a leggere questo articolo, che vuole essere una vera e proprio guida nel mondo delle pentole, utile per effettuare i vostri acquisti con una maggiore consapevolezza, scongiurando il rischio di un acquisto inutile e superfluo.
Il termine tegame sta ad indicare un contenitore circolare, non profondo e dotato di due manici, ideale per la preparazione di sughi, verdure, carni e condimenti. Simile ma caratterizzata da una profondità maggiore è la casseruola, che può essere utilizzata per arrosti e verdure.
Rotonda e bassa è anche la padella, dotata di un manico molto lungo, che rende questo strumento adatto per friggere e per saltare gli alimenti.
Cilindrica, con capienza variabile utilizzata per bollire è invece la più classica pentola. Rettangolare è invece la classica teglia.
Se questi sono gli strumenti più utilizzati e comuni, ce ne sono altri meno noti ma che può essere utile conoscere.
Per cotture prolungate per limitare il processo di evaporazione dei liquidi può essere utile dotarsi di una pentola per brodo con colapasta incorporato; la pentola a pressione invece prevede l’utilizzo del vapore che riduce il consumo di gas e limita il tempo di cottura.
Per esigenze specifiche e particolari potete munirvi di una padella per caldarroste (da utilizzare sia sulla brace e per cotture a gas); di una ovale( che vi consente di preparare più pesci insieme); di una padella per crepe e crespelle che grazie ai suoi bordi bassi consente di girare con semplicità il piatto.












